domenica 6 marzo 2011

Dal governo un duro colpo alle energie pulite

Il decreto approvato oggi dal governo è un duro colpo per il settore delle energie rinnovabili: di fatto rischia di produrre un blocco degli investimenti, sopratutto per il fotovoltaico. E' vero che è sparito l'assurdo tetto degli 8mila MW (7 volte meno dell'obiettivo che si è data la Germania!), anche per effetto della mobilitazione di un gran numero di imprese, associazioni, cittadini. Ma, lasciando totalmente nell'incertezza il sistema degli incentivi che sarà in vigore a partire dal prossimo giugno, per di più con indefiniti ‘tetti annuali’, il decreto è destinato a bloccare ogni nuovo investimento per la produzione di energia elettrica da solare”: questo il commento di Fabrizio Vigni, presidente nazionale Ecologisti Democratici.

“Una bruttissima vicenda: il governo se ne è infischiato del parere approvato alla unanimità dal Parlamento, ha ignorato le preoccupazioni espresse dalle imprese e dalle associazioni ambientaliste. Non siamo mai stati contrari ad una riduzione graduale degli incentivi, in relazione ai minori costi delle tecnologie ed alla semplificazione delle procedure, né ovviamente alla necessità di contrastare eventuali abusi e speculazioni: ma l'operazione del governo è di tutt'altra natura, perché getta nell'incertezza un settore che avrebbe invece bisogno di regole certe e durature, e produce danni seri proprio al settore dell'economia che più di ogni altro ha in questi anni prodotto investimenti e occupazione”.

“Bisognerà – conclude il presidente Ecodem - proseguire ora la mobilitazione per fare almeno in modo che il decreto sui nuovi incentivi da varare nei prossimi mesi ristabilisca le condizioni essenziali per dare una prospettiva di sviluppo al settore, evitando di andare in senso contrario rispetto all'Europa che scommette sulla green economy”.

giovedì 17 febbraio 2011

Rinnovabili: POTREMMO RISPARMIARE OLTRE 3 MILIARDI DI EURO L’ANNO DA SUBITO

 dal blog di FRANCESCO FERRANTE

In questi giorni stiamo discutendo qui in Senato la riforma del meccanismo degli incentivi per le rinnovabili ed è quindi tanto più necessario fornire i dati reali e uscire dai luoghi comuni. La verità è che nel nostro Paese  i costi più gravosi sulle bollette energetiche non sono certo quelli dovuti alle rinnovabili. Gli incentivi per le rinnovabili pesano infatti per meno della metà del totale degli oneri di sistema: nel 2010 circa 2,7 miliardi su un totale di oltre 5,8 miliardi di euro.” Lo dichiara il senatore Francesco Ferrante, responsabile per il Pd delle politiche relative ai cambiamenti climatici, intervenuto oggi al convegno ‘Verità solare – i numeri del fotovoltaico in Italia’.
E’ quindi ora di fare un po’ di pulizia e liberare le nostre bollette elettriche da oneri che risultano del tutto impropri. Innanzitutto – continua Ferrante -  risulta incomprensibile, come più volte ha denunciato Autorità per l’energia elettrica e il gas, il motivo per il quale su tali oneri i consumatori elettrici che ne sostengono il peso debbano pagarci anche l’IVA come se acquistassero un bene o un servizio: un miliardo nel 2010 indebitamente incamerato dallo Stato ai danni di imprese e famiglie. Tra gli oltre 3 miliardi di euro non destinati alle rinnovabili che hanno gravato sulle bollette elettriche degli italiani nel 2010 vi sono ben 285 milioni che sono destinati all’eredità nucleare; oltre 1,2 miliardi di euro per il famigerato CIP6, che, seppur in esaurimento, ancora nel 2010 incentivava le cosiddette assimilate, un incentivo al fossile in verità. Inoltre sono da conteggiare le agevolazioni che riguardano le  Ferrovie dello Stato, e che lo scorso anno ammontavano a 355 milioni di euro. Tutti oneri, questi, che più correttamente dovrebbero essere sostenuti dalla fiscalità generale, e non in proporzione ai consumi elettrici.
“Ci sono poi – aggiunge il senatore Pd -  644 milioni di euro che i produttori di energia elettrica da fonti fossili, obbligati per legge ad acquistare Certificati Verdi, attualmente scaricano impropriamente sulle bollette dei consumatori eludendo in tal modo la ratio del meccanismo che dovrebbe invece tradursi in una riduzione degli utili per il produttore che non fa sufficiente ricorso a fonti rinnovabili. Per quanto riguarda gli incentivi alle rinnovabili, invece, sono gli unici oneri che dovrebbero correttamente rimanere in bolletta: è la stessa Commissione Europea che sostiene che è essenziale che tali costi siano «fuori bilancio», cioè sopportati dai consumatori di energia piuttosto che dalla fiscalità,  in modo da evitare le tipiche interruzioni «stop-start» ogni qual volta i bilanci degli stati diventano più vincolati”.
“Insomma, i numeri reali ci dicono che incentivare le rinnovabili non solo è utile per promuovere un nuovo sviluppo e nuova occupazione, non solo è indispensabile per la salvezza del Pianeta, ma è anche economicamente sostenibile come d’altronde è dimostrato dalla storia di tutti i Paesi europei che hanno scelto questa strada da tempo e con successo, serve però – conclude Ferrante -  rigore nel concedere gli incentivi solo alle fonti e agli impianti che ne hanno bisogno e “pulire” le bollette elettriche da tutte quelle voci che le rendono inutilmente pesanti.”




Oneri in bolletta in milioni di euro (2010).
1)      Rinnovabili    (69% della componente A3)                  2.756
          di cui  940 (34%) Certificati Verdi ritirati dal GSE
                    826 (30%) Fotovoltaico
                    777 (28%) Cip6 (effettivamente rinnovabili)
                    213 (8%) tariffa omnicomprensiva 
2)     Non rinnovabili                                                            3.052
 
        di cui 1.214 (31% della componente A3) Assimilate
                     355 Agevolazioni tariffarie per le Ferrovie (A4)
                      285 Oneri nucleari  (A2 + MCT)
                         60 Finanziamento attività di ricerca (A5)
                          70 Integrazioni tariffarie per isole minori (UC4)
                          70 Bonus elettrico (As)
                           30 Efficienza energetica     (UC7) 
                        968  IVA sul totale degli oneri
TOTALE GENERALE                                                       5.808              
 
LEGENDA
- Incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilate (A3)
Copre gli incentivi allo sviluppo delle fonti rinnovabili (incentivi agli impianti fotovoltaici, ritiro dei certificati verdi in eccesso da parte del GSE, tariffa omnicomprensiva per le biomasse), nonché il famigerato sistema del Cip 6 che serve per incentivare soprattutto le cosiddette fonti assimilate, sostanzialmente un incentivo alle fonti fossili che, nonostante sia in esaurimento grazie alla stop stabilito dalla finanziaria del 2007, nel 2010 pesava ancora per 1,2 miliardi di euro.
 - Finanziamenti regimi tariffari speciali (A4)
Ad oggi queste agevolazioni riguardano esclusivamente le  Ferrovie dello Stato.
- Smantellamento centrali nucleari e chiusura del ciclo del combustibile (A2)
Sono i  costi per lo smantellamento (decommissioning) delle centrali elettronucleari dismesse (Latina, Trino Vercellese, Caorso e Garigliano),  per la chiusura del ciclo del combustibile nucleare (riprocessamento all’estero del combustibile nucleare irraggiato)
- Finanziamento delle compensazioni territoriali per lo smantellamento delle centrali nucleari (MCT)
Queste voce è destinata a finanziare le misure territoriali stabilite per legge a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare 
Finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo (A5)
Sono i costi per l’attuazione del programma nazionale di ricerca e sviluppo di interesse generale per il sistema elettrico nazionale.
 


- Copertura delle integrazioni tariffarie alle imprese elettriche minori (isole minori e altri, UC4)
Per legge sono previste particolari agevolazioni tariffarie a  favore di 14  piccole aziende elettriche  che producono elettricità sulle isole minori (in modo da  tenere conto delle particolari difficoltà e dei maggiori costi di produzione sulle piccole isole).
- Copertura del bonus elettrico (As)
Per poter finanziare il bonus elettrico per le famiglie disagiate e i malati che necessitino di apparecchiature salvavita, è stata introdotta la componente tariffaria As applicata su tutti i clienti elettrici 

- Copertura degli oneri derivanti da misure ed interventi per la promozione dell’efficienza energetica negli usi finali di energia elettrica (UC7)
Questa voce è destinata a finanziare gli oneri derivanti dalle promozione dell’efficienza energetica negli usi finali di energia elettrica non coperti dal gettito derivante dall’applicazione dei corrispettivi per prelievi di energia reattiva.

martedì 18 gennaio 2011

Monsano verso “Rifiuti Zero 2023”

     Primo Comune nelle Marche, 20° in Italia, istituisce l’Osservatorio sui Rifiuti. Un preciso impegno verso la piena sostenibilità

   Nel corso del suo ultimo Consiglio Comunale, il Comune di Monsano ha aderito con voto unanime al percorso verso il traguardo “Rifiuti Zero” entro il 2023, istituendo l’Osservatorio Comunale dei Rifiuti che seguirà concretamente l’amministrazione comunale in tale percorso.

   Dopo i Comuni soci di Capannori (LU), Colorno (PR), Monte San Pietro (BO), Corchiano (VT), Aviano (PN), Seravezza (LU) e Giffoni Sei Casali (SA), dunque, anche Monsano aderisce alla Strategia internazionale “Zero Waste”, in linea con quanto proposto dalla Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi (di cui il sindaco di Monsano è presidente).

   Impegnato concretamente sul tema dei rifiuti, Monsano interviene sui due livelli possibili e attuabili per un Ente locale. Da una parte, ha introdotto la raccolta differenziata attraverso il porta a porta spinto, con una percentuale ormai stabile del 65% ed un’ottima composizione merceologica della componente organica (solo l’1,1% di impurità a novembre 2010, la migliore in ambito provinciale). Dall’altra, il Comune virtuoso attiva progetti concreti per la riduzione a monte della produzione dei rifiuti. Tra questi, l’acqua del rubinetto (eccellente, di Gorgovivo) per le mense scolastiche; detersisi e prodotti alla spina nei negozi; kit di pannolini lavabili forniti ai nuovi nati e ai bambini di età dai 0 a 2 anni; le borse per la spesa in tessuto riciclabile fornite ai cittadini, all’interno della campagna nazionale “Porta la Sporta” per l’eliminazione delle buste in plastica; le stoviglie in mais per le feste e sagre paesane; “lavanoci”, il frutto indiano da usarsi al posto dei detersivi, fornito ai cittadini; le altre iniziative in collaborazione con il Consorzio “CIR33”, l’imminente apertura del Centro per il “Ri-uso” dei beni durevoli e di imballaggi, che possano essere riammesi nel ciclo di utilizzo.
   Iniziative e progetti volti alla sensibilizzazione della cittadinanza verso consapevoli atteggiamenti ed etici stili di vita per la riduzione degli sprechi, nonché per l’uso e il ri-uso di materiali e beni riciclati che dovranno dirigersi verso una unica direzione: l’abbattimento a monte della produzione del rifiuto, nella sua accezione corretta e virtuosa di “risorsa”.
   A tale scopo, è stato istituito l’Osservatorio comunale dei Rifiuti, con il compito di promuovere iniziative e progetti, e di monitorare in continuo il percorso verso il traguardo “Rifiuti Zero”, indicando criticità e soluzioni per renderlo verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi, anche alla luce della realtà e del quadro normativo locale e nazionale.
   Presidente dell’Osservatorio è il Prof. Paul Connet, dell’Università St Lawrence dello stato di New York, il fautore della “Zero Waste Strategy”, il quale, oltre ad essere in contatto diretto con le molteplici realtà internazionali attivamente impegnate verso “Rifiuti Zero”, conosce da oltre un decennio l’evolversi della gestione dei rifiuti sul territorio nazionale.
   Gli altri componenti sono: il Sindaco di Monsano Gianluca Fioretti; l’Assessore all’Ambiente Dante Danti; i capigruppo consiliari di maggioranza e minoranza, Marco Cardinali e Riccardo Zuccaro; il Responsabile dell’Area Tecnica o un suo delegato; il Direttore del Consorzio “CIR33” Laura Filonzi; Andrea Valentini, della Scuola Agraria del Parco di Monza; il Referente italiano della “Rete Nazionale Rifiuti Zero”, Rossano Ercolini; il Presidente della Cooperativa “Erica” e di AICA (Ass. Internazionale per la Comunicazione Ambientale) Roberto Cavallo.
   “La strategia “Rifiuti Zero - affermano il sindaco di Monsano Gianluca Fioretti e l’Ass. all’Ambiente Dante Danti - non rappresenta un’utopia, ma una forte e concreta assunzione di responsabilità, verso la riduzione della produzione del rifiuto e contro gli inceneritori. Un preciso impegno, progettuale e naturalmente politico, che coinvolgerà tutta l’Amministrazione comunale e la Comunità monsanese, nella certezza che anche attraverso una corretta gestione della “risorsa-rifiuto” passa e si accresce la consapevolezza che il modello attuale di sviluppo non più è sostenibile né per i nostri territori né per le generazioni future”.

   “L’obiettivo che da anni persegue la Provincia di Ancona - dichiara la Presidente Patrizia Casagrande - punta sulla piena sostenibilità ambientale e, quindi, sui rifiuti zero e il riciclo, per una progressiva riduzione dell’attività delle discariche. I successi raggiunti nel nostro territorio in questa direzione sono decretati dai premi che ogni anno riceviamo come “Comuni ricicloni”. Tra le amministrazioni comunali, - prosegue la presidente, - quella di Monsano è punto di riferimento per una serie di iniziative di sensibilizzazione dei cittadini alle più concrete buone pratiche, in uso a livello internazionale. Un Comune che ha il merito di non abbassare mai la guardia in materia di rifiuti, ma di guardare alla questione riduzione dei rifiuti con una lungimirante visione di prospettiva che li connota come risorsa”.

   “Il traguardo che si pone il Comune di Monsano è pienamente condiviso dalla Provincia - dichiara l’Asessore provinciale all’Ambiente, Marcello Mariani - con azioni dirette ai cittadini: dal compostaggio domestico esteso all’intero territorio e che prevede la riduzione della TARSU ai cittadini partecipanti, agli Ecopannolini per i neonati, alla raccolta degli oli domestici integrale sino alle fontanelle pubbliche per l’acqua per la riduzione della plastica. Solo nel 2009, - conclude, - la raccolta differenziata nella Provincia di Ancona ha consentito di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 50 milioni di chili di CO2, equivalente a un bosco di 57 mila alberi. Vogliamo che questo bosco virtuale sia sempre più grande, e l’impegno del Comune di Monsano ci aiuta a realizzarlo”.